Introduzione

La linea Maginot, capro espiatorio

Qui vi presentiamo una veduta d'insieme della strategia usata dai tedeschi (Plan Jaune Fall Gelb) e dai francesi (Plan Dyle) nel corso dei primi giorni dell'attacco tedesco del 10 maggio 1940.

Lo scopo di questo documento è di mostrare che la sconfitta francese, quasi giocata in alcuni giorni, è senza relazione con le debolezze supposte della linea Maginot.

Si constaterà allora, certamente, che la linea Maginot ha più sofferto per gli attacchi verbali e dei dénigrements francesi posteriori all'armistizio che degli attacchi militari tedeschi del 1940.

Occorre dire che la sconfitta francese, con la sua rapidità, ha stupéfait l'opinione pubblica internazionale. E, mentre quest'ultimo richiedeva un capro espiatorio, sonosene dato molti di cui, tra l'altro, la linea Maginot e, in una misura inferiore, i Lussemburghesi (ai quali dedichiamo un altra cartella).

Piano giallo

Il Piano giallo (Fall Gelb) è il nome di codice tedesco che designa tutto il dispositivo da attuare per attaccare la Francia (dopo la Polonia). Questo piano, elaborato fin dal 1939 dal generale Manstein, ha subito numerosi remaniements fino alla sua applicazione il 10 maggio 1940.

Tre gruppi di eserciti tedeschi fanno allo stesso tempo movimento in territori neutrali.

Al nord, il gruppo B, passa le frontiere dei Paesi Bassi e del Belgio.

All'est, il gruppo C si mette in protezione di flanquement, di fronte alla linea Maginot (ma fuori portata dei suoi cannoni).

Al centro, il gruppo A (il più importante da parte delle sue divisioni blindate), entra in Belgio ed al Lussemburgo ed attraversa le Ardenne (cerchio verde) per emergere su Sedan e prendere ad inverso gli eserciti francesi che bordano la frontiera franco-belge.

Questo piano è tanto più osato che le truppe possono facilmente essere fermate sulle strade strette del Lussemburgo del nord ed il loro passaggio delle Ardenne è lungi dall'essere ovvio. Del resto i francesi non attendono per niente i tedeschi del lato di Sedan poiché, secondo il loro generale principale (Gamelin), gli eserciti tedeschi non possono passare né attraverso la linea Maginot (all'est di Sedan), né attraverso la foresta delle Ardenne (al Nord-est di Sedan). Del colpo i francesi hanno trascurato la difesa di questa città, a profitto del resto della frontiera belga dove hanno ammassato i loro eserciti più moderni.

Per il generale Manstein, il collegamento debole francese è dunque Sedan. E poiché non è possibile attaccarsi alla linea Maginot, il generale propone di fare attraversare il nord del Lussemburgo, quindi le Ardenne, da una massa di blindati che emergono rapidamente su Sedan.

Alcuni ufficiali generali tedeschi preferirebbero ribadire il Piano Schlieffen del 1914, piano che aveva fallito riuscire all'epoca (è del resto ciò di cui è persuaso il generale Gamelin che rejoue gli inizi della grande guerra a svago). Ma sarebbe allora urtarsi al fiore fine dell'esercito francese, con tutti i rischi di una battaglia frontale. Hitler decide ed opta per il piano Manstein.


Gli storici sono molto divisi quanto all'autore iniziale di questo piano (Hitler, général Manstein, général Brauchitsch). A questo riguardo si potrà leggere con interesse il libro/tesi del generale Koeltz - come si è giocato il nostro destino edizioni Hachette 1957.

Erich von Manstein (1887-1973)

Stato civile

Nato a Berlino in 1887, Manstein è il figlio di Erich von Lewinski (generale d'artiglieria) e di Helene von Sperling. Orphelin, è adottato da suo zio il tenente generale Georg von Manstein. Muore a Monaco nel 1973.

Carriera

Poiché i documenti su Manstein sono legione (e per) ci limiteremo a fare un giro d'orizzonte rapido sulla sua carriera che, visto lo spirito prussiano dell'epoca, poteva soltanto essere soldato.

Dopo essere passato 6 anni nel corpo dei junior si arruola nelle �e guardie a piedi, quindi nel 1913 entrò all'accademia militare ed è promosso tenente all'inizio della grande guerra.

Brevemente al fronte, nel 1915 è promosso capitano, ufficiale di stato maggiore a nel 1919.

Tra le due guerre mondiali scala i livelli gerarchici in diversi stati maggiori. Diventato major-generale e sous-chef dello stato maggiore generale dell'esercito di terra, sorveglia il piano di réarmement del 1935.

Comincia la seconda guerra mondiale in Polonia, sempre in uno stato maggiore. Quindi propone il suo piano audace d'invasione della Francia ma non vi partecipa quando quest'ultimo è attuato.

Francia, Russia, Crimea, Manstein è su numerosi fronti. Nel 1942 è promosso maréchal e, inizio 1944, è messo in pensione.

Nel 1945 si installa nell'ovest della Germania e, dopo l'armistizio, imputato di crimini di guerra è condannato a 18 anni di prigione. Per ragioni mediche è liberato nel 1953. Nel 1955 pubblica le sue memorie di guerra, (Verlorene sede) quindi diventa consulente per il nuovo esercito della Germania dell'Ovest.

1914. Piano Schlieffen

Nel 1914 l'esercito tedesco attacca la Francia passando per le pianure del Belgio (piano Schlieffen), a sinistra delle Ardenne (massiccio forestale difficilmente passabili da parte di un esercito importante). Ed è soltanto un errore grezzo d'ordine che gli fa perdere il vantaggio enorme che aveva preso sulle truppe francesi.

Poiché uno stesso errore si ripete difficilmente due volte di seguito, nel 1940 l'applicazione integrale di un nuovo piano Schlieffen, eventualmente migliorato, può essere molto pericolosa per la Francia. Quindi il generale Gamelin ha previsto una parata: il suo Piano Dyle.

Alfred von Schlieffen (1833-1913)

Stato civile

A Berlino, il conto Alfred von Schlieffen è il figlio del comandante generale prussiano. Muore a Berlino nel 1913.

Carriera

Dopo studi di diritto entra nell'esercito in 1854 e diventa ufficiale di cavalleria. Trasferito allo stato maggiore, partecipa in 1866 alla guerra contro l'Austria.

Dopo essere stato attaccato soldato a Parigi fa la campagna contro la Francia (1870-1871) allo stato maggiore dei granduchi di Meclemburgo. In 1888, è promosso padrone di zona superiore ed è dunque rappresentante del capo di stato maggiore il conto von Waldersee a che succede in 1891. Nel 1903 è generale, membro del Consiglio superiore della guerra.

È in 1905 qu ' egli presenta il suo piano di strategia offensiva contro la Francia, con un movimento in tenaille partito dal Nord-est del Belgio ed una proiezione rapida verso l'ovest, piano che propone di fare seguire da un attacco della Russia.

Nel 1906 prende la sua pensione ed è nominato maréchal nel 1911.

Nel 1914 il suo piano è applicato con successo fino a che i suoi successori commettono alcuni errori di tattica sfruttati dai francesi.

Il piano Dyle

La situazione

La Francia (come qualsiasi altro paese) non può allineare i suoi vari eserciti sotto un solo ordine locale. E la cerniera tra due eserciti è inevitabilmente un punto debole (due ordini che rischiano male di coordinare i loro movimenti). La città di Sedan, protetta dalle Ardenne (che Gamelin considera insormontabile), è a priori un luogo ideale per fungere da cerniera tra due eserciti.

Nel 1939, è il dispositivo che adotta il generale Gamelin, comandante principale delle truppe francesi e del corpo di spedizione britannico. Sedan è così cerniera tra il ø esercito (ovest) ed il ò esercito (est di Sedan).

Il piano Dyle

Grazie alla linea Maginot ed alle Ardenne, la Germania ha soltanto poche scelte per attaccare la Francia, deve passare da parte del Belgio ribadendo il suo piano Schlieffen dal 1914.

Il piano Dyle è elaborato su quest'ipotesi, dal generale Gamelin. Consiste, all'inizio di attacca tedesca, a penetrare in Belgio ed in Olanda per prendere in tenaille le truppe in movimento.

Dal punto di vista tattico si può considerare questo piano come incerti poiché le truppe francesi dovrebbero essere molto più efficienti azionando su un terreno che preparano da anni (frontiera) che scurendo a scoperto in terra straniera che può essere male cooperativo, o ostile!

Dal punto di vista strategico si può considerare questo piano come buono poiché la Francia non può lasciare i tedeschi dispiegarsi in Belgio e rafforzare a svago il loro dispositivo. Ricambiarli mentre sono in movimento (e dunque molto vulnerabili) sono più che concepibili; a condizione tuttavia che i belgi siano d'accordo i belligeranti si battano sul loro suolo e che i tedeschi ribadiscono effettivamente il loro piano d'attacco del 1914!

Inoltre, dal punto di vista morale dell'opinione pubblica (francese certamente) una battaglia sul suolo belga è preferibile ad un conflitto sul territorio nazionale.

Maurizio Gustave Gamelin (1872-1958)

Stato civile

Nato a Parigi, è il figlio di un dispositivo di controllo generale degli eserciti. Muore a Parigi nel 1958.

Carriera

Allievo ufficiale ad Saint-Cyr ne fa uscire major in 1893 e comincia la sua carriera in Africa del Nord. Reddito in metropoli in 1897, integra la scuola di guerra dove è osservato dal tenente colonnello Foch (futuro maréchal).

Nel 1906, pubblica “uno studio filosofico sull'arte della guerra„, che lo mette fra i migliori pensatori militari del suo tempo.

Nel 1914 è allo stato maggiore del generale Joffre che segue da qualche anno. La sua efficacia, tra l'altro in occasione della battaglia della marna lui vale di passare tenente colonnello, prendere un ordine e combattere in Alsace, quindi nelle Somme.

Passa colonel quindi generale nel 1916.

Tra le due guerre mondiali il suo aumento è come nel 1939 egli ha raggiunto il vertice della gerarchia militare ed è généralissime delle forze francesi armate.

Allora, i suoi errori multipli di valutazione delle forze in presenza, possibilità di manovra degli eserciti moderni, il suo piano Dyle elaborato su ipotesi male provate, ecc. combinate alla malattia, conducono la Francia verso una delle sue sconfitte più il mémorables.

Approvato il 6 settembre 1940, è accusato, ai lati di Léon Blum, Édouard Daladier e Paul Reynaud. Quindi il processo è rinviato e Gamelin è deportato in Germania da cui sarà liberato soltanto nel 1945.

Pubblicò allora le sue memorie sotto il titolo “servire„, memorie che, secondo gli specialisti sono soltanto un lungo tentativo di autojustification.

Fall Gelb contre Plan Dyle

All'inizio dell'offensiva tedesca del 10 maggio 1940 il piano Dyle è applicato alla lettera e non subisce alcuna modifica al 13 maggio, data nella quale l'alto ordine francese si accorge infine soltanto i tedeschi non stanno ristampando il piano Schlieffen ma che passano in forza con le Ardenne, emergono su Sedan molto male difesa e che rischiano così di aprirsi la possibilità di isolare gli eserciti franco-britanniques avanzati in Belgio.

Si constata dunque che i tedeschi:

- fanno deviazione in Belgio e Olanda (armate B), che attira così le più efficienti delle truppe franco-britanniques

- bucano verso Sedan (con le Ardenne via il Lussemburgo ed il Belgio) con il grande delle divisioni blindate (eserciti A)

- prendono ad inverso gli eserciti combinati impegnati in Belgio.

Questo piano di fauchage contro eserciti che stanno realizzando una presa in tenaille fa pensare ad una parte di gioco di Go che si potrebbe qualificare come “bella„ se non si fosse qui nella realtà.

Il piano giallo è estremamente rischioso poiché, se il generale Gamelin non segue la sua idea fissa (Ardenne insormontabili e piano Schlieffen che dovrebbe essere ribadito), gli eserciti combinati hanno facilmente la possibilità di bloccare le divisioni blindate tedesche che si infilano sulle strade strette e spesso inscatolate del Lussemburgo.

I tedeschi prevengono gli attacchi di lato (uscita dalle truppe disposte al livello della Ligne Maginot), insinuando alcune truppe (principalmente dell'infanteria) al sud del Lussemburgo. Ma è soltanto una protezione illusoria in caso di bombardamento aereo delle colonne blindate. Quindi le loro sole protezioni reali sono la discrezione, la rapidità d'incrocio delle Ardenne e l'ostinazione del generale Gamelin.

La storia mostra che hanno, sembra, beneficiato di queste tre protezioni.


In ogni caso, speriamo di avere mostratoe che la linea Maginot in nulla non ha fallito in questo gioco di movimenti, gioco disastroso agli eserciti francesi.

Reazioni

Alcuni giorni dopo la pubblicazione del nostro documento, alcuni internautes ci hanno comunicato che non avevano cambiato pareri e credevano sempre che la guerra era stata persa a causa della linea Maginot. Esempio:

Penso che la linea Maginot sia comunque responsabile della nostra sconfitta, benché sia anche il primo a difendere la sua utilità. C.A.

Nei nostri documenti evochiamo fatti. In seguito, ed è felice, ciascuno forgiare la sua opinione.

Grandi linee del Piano giallo.

Biografia sommaria dell'uomo di guerra.

Il piano tedesco che si aspettava Gamelin.

Biografia sommaria di questo maréchal tedesco.

Il piano da Gamelin.

Biografia sommaria di questo généralissime.

Un gioco di GO dimensione naturale.

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Ligne Maginot - Fall Gelb contre Plan Dyle; Documento realizzato a partire da elementi di origini diverse di cui, in particolare: “come si è giocato il nostro destino„ (libro/tesi del generale Koeltz Hachette 1957). E-R Cima ©2005-2008

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