
Generale Ernest Courtot de Cissey. È ministro della guerra in occasione della creazione del CSG (Consiglio superiore della guerra) il 27 luglio 1872. Sembra non avere lasciato la memoria di un uomo irréprochable, ma è un altro problema…
La CSG è l'organismo che, dalla sua creazione (appena dopo la sconfitta di 1870) sorveglia tutta la gerarchia militare francese. È messo sotto la presidenza del ministro della guerra e composto dai generali di divisione ispettori d'esercito e del capo dello stato maggiore generale.
La CSG è obbligatoriamente consultata per ogni progetto riguardante l'esercito. È dunque consultato, il 22 maggio 1922, quando si pone la questione di definire una nuova strategia di difesa. L'argomento è così tanto bollente che il Presidente della repubblica (Millerand) si riunisce personalmente.
La prima precisazione chiesta è significativa:
Senza entrare già nei dettagli, diciamo che gli scambi verbali, nel corso di questa seduta, mettono chiaramente in luce i punti di vista divergenti di alcuni partecipanti.
La precisazione chiesta solleva due dibattiti: uno sull'inviolabilità del territorio e l'altro, più implicito, sul tipo di fortificazione da prevedere. Le divergenze delle idee che sembrano allora in seduta sono le palle che trascineranno l'esercito francese e la linea Maginot, in particolare dal 1935 al 1940.
È ciò che rende estremamente interessante questa CSG del 22 maggio 1922.
Il 22 maggio 1922, il Presidente della repubblica, Alexandre Millerand, presiede la seduta del Consiglio superiore della guerra. Il ministro della guerra, André Maginot, che è stata appena nominata a questo posto il 15 gennaio, è il presidente ufficiale del CSG ma è il Maréchal Pétain, vicepresidente di questo Consiglio dal 1920, che ne anima i dibattiti in presenza dei Maréchaux Foch e Joffre, come pure dei generali Berthelot, Buat, Debeney, Guillaumat ed Hellot.
Presidente della repubblica Alexandre Millerand
Ministro della guerra André Maginot
Maréchal Ferdinand Foch
Maréchal Joseph Joffre
Maréchal Philippe Pétain
Generale Henri Berthelot
Generale Edmond Buat
Generale Eugène Debeney
Generale Louis Guillaumat
Generale Frédéric Hellot
L'oggetto capitale della riunione si basa sulla questione:
Inviolabilità? Prima del 1914, e da secoli, la dottrina guerriera presa in considerazione è relativamente semplice e costante: in tempo di pace gli eserciti si preparano alla guerra. In caso d'attacco si riguardano il campo di battaglia (con armi e bagagli), si difendono, contro attaccano…, ed il migliore guadagna. La localizzazione dei combattimenti, benché auspicabile al di fuori del territorio nazionale, abbia tuttavia soltanto poca importanza, la totalità sia di guadagnare la vittoria.
Ma, nel corso della guerra che si è appena concluso, si è constatato (amaramente nel nord industrializzato della Francia) che il conflitto moderno non è più uno semplice battibecco tra eserciti, che può durare e dunque mobilitare tutte le forze vive dei belligeranti, militari ed industriali. Poiché queste forze, soprattutto quelle industriali sensibili, sono stabilite in siti géologiquement situati alle frontiere del nord e del nord-est della Francia, occorre dunque ormai evitare che un campo di battaglia si cristallizzi alla vicinanza di queste regioni. Ed il Maréchal Pétain rivela il suo pensiero:
Dopo che il Maréchal Pétain ha ricordato ciò che precede, il dibattito si anima, in particolare tra il Presidente della repubblica ed il ministro della guerra, attorno alla forma dei lavori che deve rivestire quest'organizzazione difensiva.
Ma dopo molti minuti di discussione, il Maréchal Foch, che non ha ancora espresso il suo parere, prende allora la parola. La sua osservazione è cinglante:
Su questo, il Maréchal Joffre approva:
Ed il generale Guillaumat precisa:
In questa fase della discussione le politiche constatano la riserva, o l'opposizione dei soldati (oltre a Pétain) a questa idea d'inviolabilità. Quindi il Presidente della repubblica riformula la questione iniziale in termini che possono soltanto essere consensuali:
Chi risponderebbe non? Ottiene così il parere unanime e favorevole dei partecipanti!

Maréchal Pétain: conduce i dibattiti del CSG più principali che impone che in responsabile che propone.
Il seguito dei dibattiti, ancora più houleuse, diventa quasi tempestoso poiché il Maréchal Pétain chiede la precisazione della natura dei lavori da realizzare. Evidentemente ha già optato per una soluzione precisa poiché come conclusione aggiunge, non al condizionale ma al futuro:
Questa dichiarazione più politica che militare fa saltare il Maréchal Joffre che non può ammettere che il sistema di fortificazione dipenda soltanto dal Piano di operazioni poiché, ricorda, il Piano può cambiare con la situazione. Pétain risponde bene che così com'è attuale delle cose si possono quasi indicare in anticipo i punti sui quali gli eserciti saranno sulla difensiva, come quello di Longwy ad esempio, ma il Maréchal Joffre in démord non:
Il Maréchal Pétain può soltanto cedere a quest'argomentazioni, come il Presidente della repubblica che chiede allora il parere del Consiglio sulla necessità o no di realizzare lavori di fortificazione permanente.

André Maginot: ministro qui superato dalla terminologia, o politicamente riservato?
Per rispondere alla domanda, sulla necessità o no di realizzare lavori di fortificazione (permanente) occorre mettersi d'accordo su ciò che è una fortificazione. Quindi il dibattito che sembrava essersi calmato è nuovamente animato, in particolare sulla distinzione tra fortificazione permanente e fortificazione di campagna. E la parte giocata attorno agli uomini politici, che sembrano superati dalla terminologia, può interpretarsi così:
Il Presidente della repubblica:
Il generale Hellot:
Il Presidente della repubblica:
Il generale Debeney:
Il Presidente della repubblica:
Il Maréchal Pétain:
Il generale Buat non condivide questo parere:
Il Maréchal Pétain:
Il generale Guillaumat approva:
Il Presidente della repubblica ne ritorna alla sua questione:
Il generale Guillaumat:
Il Presidente della repubblica:
Il generale Buat:
Il generale Debeney non è d'accordo con il suo omologo:
Da molti minuti il ministro della guerra sembra essere messi fuori gioco dagli specialisti che discutono e, diventato semplice spettatore, non si rischia più di esprimere un parere qualunque. Solo il Presidente della repubblica tenta di riformulare regolarmente la sua questione, ma invano dal momento che pronuncia le parole fatidiques di lavoratora o di campagna! Inoltre, in fine politica, finisce per modificare i termini della sua questione:
Il dibattito è allora centrato. Ma poiché i Maréchaux Joffre e Pétain scambiano nuovamente, e lungamente, i loro punti di vista divergenti sulla questione di linea continua o no lungo la frontiera, il Maréchal Foch tagliano bruscamente ritenendo che:
Il generale Berthelot condivide questo parere; il Maréchal Pétain propone di affidare lo studio delle questioni relative all'organizzazione difensiva del territorio ad una Commissione da creare; questa proposta è messa alle voci dal Presidente della repubblica; è adottata e la seduta è tolta.
Nei cartoni del CSG, la CDT (Commissione di difesa del territorio) è stata appena concepita e, secondo qualsiasi probabilità, una nuova fortificazione si profila all'orizzonte!
Questa seduta del CSG, del 22 maggio 1922, permette di fare le constatazioni seguenti:
È un concetto principalmente politico e démagogique. Nel periodo successivo alla grande guerra, l'opinione pubblica, stanca dei massacri, può soltanto essere attirata per questa via che privilegia la difensiva; le politiche si inghiottono.
Per la maggior parte dei soldati, quest'inviolabilità passa male poiché conduce ad immobilizzare e sclerotizzare gli eserciti mentre le guerre si guadagnano soltanto con l'innovazione ed il movimento.
Quanto al Maréchal Pétain, è tanto più favorevoli al concetto d'inviolabilità che vi vede un mezzo per associare difesa necessariamente potente e movimento. Infatti, nel 1916 ha personalmente tenuto Verdun in difensiva. E non lo ha fatto per mancanza d'entusiasmo militare ma frattanto di avere un esercito sufficientemente forte per essere efficace nell'offensiva.
Le fortificazioni costano molto caro. Ed anche se un materiale di guerra mobile costa così caro, quest'ultimo ha il vantaggio di potere essere trasportato dove la necessità se ne fa sentire, contrariamente alla fortificazione le cui spese sembrano spesso essere realizzate in perdita pura.
Occorre dunque rinforzare soltanto deliberatamente. E ci si trova dinanzi ad un secondo problema che lo dividerà anche gli uomini (ed in particolare l'esercito) degli anni 30: dove rinforzare? Come rinforzare?
Per quale causa nazionale che sia, perché il decentramento nel 2007 darebbe migliori risultati che nel 1935?

Come in tutti i settori specializzati, ogni definizione può essere declinata all'infinito o essere ridotta al suo stretto necessario. Quella della fortificazione non sfugge alla norma. Senza andare cercare molto lontano nel tempo, se ci si riferisce nel corso di fortificazione del capitano dell'ingegneria Bailly (1875) si constata che definisce 3 tipi di fortificazione: la lavoratora, la momentanea e la provvisoria (chiamata così misto o metà-permanente). Non parla esplicito della fortificazione di campagna.
Senza volere giocare gli specialisti schematizzeremo il problema per chiarirlo, tanto più che il contenuto delle definizioni ha avuto un'incidenza non trascurabile sulla costruzione, e soprattutto l'evoluzione, della linea Maginot.
In modo schematico, secondo il capitano Bailly, si può dire che la fortificazione è momentanea o provvisoria quando è costruita in tempo di guerra (è ciò che nel corso della CSG del 2 maggio 1922, si nominano fortificazione di campagna) e che è permanente quando è costruita in tempo di pace (e supposta esserla con grandi mezzi).
E se, in tempo di pace, si fa fortificazione con molto deboli mezzi, come la chiama ci? E se, come a Verdun nel 1916, si fa fortificazione con grandi mezzi? E se…
Poiché dice il Maréchal Pétain, il 2 maggio 1922: forse si dovrebbero cambiare le definizioni!
Nella sua sterlina intitolata: Muraille della Francia, Lt-colonel Philippe Truttmann ci dà una chiave d'interpretazione della nuova terminologia:

Schema semplificato dell'evoluzione negativa della linea Maginot.
Nel 1927, la discussione tra fortificazione permanente, costosa ma potente, e fortificazione di campagna, facile da mettere in opera a debole costo (ma spesso di debole rendimento), prende temporaneamente fine. Gli uomini politici decidono. Si costruirà una fortificazione permanente in tre regioni precise (3 regioni rinforzate: Metz, Lauter, Belfort) e, d'altra parte, si realizzerà una fortificazione di campagna, attraverso la quale l'esercito azionerà.
Il progetto della futura linea Maginot è così stabilito.
Ma era senza contare con che tiene della fortificazione soltanto di campagna che ritorneranno al carico regolarmente, tra l'altro ad ogni riduzione di bilancio ed ad ogni ritardo di costruzione. In modo che a partire dal 1935, guadagnando la parte, quest'ultimi orienteranno la linea Maginot verso “qualsiasi campagna„, facendola oscillare verso una fortificazione camelote (come lo scritto Lt-colonel Philippe Truttmann).
La febbre bétonite acuta si afferrò allora della Francia dove si costruirono, in sostituzione di un armamento mobile, centinaia di blockhaus eterogenee di cui spesso solo l'aspetto esterno dava l'illusione della potenza delle produzioni iniziali della linea Maginot.

Fotografia dell'una delle due entrate dell'avamposto di pietra-Aguzzo. L'entrata di faccia, è inquadrato da due capanne del casernement esterno, è utilizzata in mancanza d'attacco.
CSG del 22 maggio 1922: una seduta determinante da conoscere se si vogliono comprendere la genesi e le evoluzioni animate della linea Maginot.
Insieme dei partecipanti.
Come garantire l'inviolabilità del territorio. Ma volere garantire la sua inviolabilità, è realistica?
Si deve rinforzare?
Parte, in un atto, giocata da soldati animati, il Presidente diplomatico ed il ministro muto.
Insegnamenti profetici di questa seduta del CSG.
Fortificazione permanente, fortificazione di campagna… quali sono le differenze?
Per finire che lo porterà via, la fortificazione permanente o la fortificazione di campagna?
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Linea Maginot - genesi del LM. CSG del 22 maggio 1922; Documento realizzato a partire da elementi di origini diverse: SHAT Vincennes - corso di fortificazione (E Bailly) - il muro della Francia (Philippe Truttmann) - ecc. E-R Cima ©2004-2007
0_*; Archivi locali; 1_*; Introduzione; 2_*; I partecipanti; 3_*; Questione primordiale; 4_*; Fortificazioni? ; 5_*; Quale fortificazione? ; 6_*; Constatazioni; 7_*; Terminologia; 8_*; Conclusione